Marc Augé
L’8 Maggio, Marc Augé sarà a Palermo. Nella Sala del Consiglio della Facoltà di Architettura una lecture dal titolo “La città contemporanea: rappresentabilità e rappresentanza”. Illuminanti le sue ricerche e teorizzazioni sui nonluoghi. Nel pomeriggio, alle 16:00 presso l'Aula Magna, presenterà il libro di Ferdinando Fava dal titolo “Lo ZEN di Palermo. Antropologia dell’esclusione”. Purtroppo non ci saremo.

mmm... vi confesso, Augè non lo apprezzo molto: è stato il fautore di una scuola di pensiero ingenuamente cinica nei confronti del resto della realtà...
Lo vedo un pò autistico, ecco...
Scritto da: PEJA | 08/05/08 a 20:39
Però il suo concetto di non-luogo resta comunque un analisi molto interessante...
Varrebbe la pena però approfondire anche il tuo commento. Cosa intendi per 'il resto della realtà'?
Scritto da: aquilialberg | 15/05/08 a 21:38
Eccomi quà: allora, la tesi di Marc Augè, che alcuni filosofi chiamano in modo scherzoso: il canto del cigno del post moderno, è la speculazione di un tratto della contemporaneità. In antropologia, che è la regina delle scienze molli a quanto pare, la nozione di "non-luogo" fu appresa in maniera quasi entusiasta, dato che era il primo tentativo, negli anni '80, di affacciarsi a degli argomenti emergenti, togliendosi per la prima volta di dosso quell'aria di metafisica emozionalità che aveva da sempre contraddistinto la disciplina. Il fatto è che gli architetti hanno avuto un approccio un pò acritico, speculando sul concetto di "non luogo", e tentando di individuarne un pò ovunque i paradigmi. Sì è iniziato poi a costruirli questi non luoghi, ed è stato un problema dal mio punto di vista, dato che se da una parte ha stimolato studi sulla transarchitettura, dall'altra gli spazi reali omologati hanno trovato una giustificazione alla loro realizzazione, dimenticandosi che "il resto della realtà", ossia tutto ciò che gli sta attorno...
Rileggendomi credo di essere stato meno chiaro di quanto avrei voluto... :D
Scritto da: PEJA | 16/05/08 a 14:12