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La seduzione di Corian

Ohvoid2ronaarad_2Corian, prodotto esclusivo di DuPont dal 1967, è all’oggi uno dei materiali più apprezzati e utilizzati da designers e architetti. Ed è immediato capirne il perché…

E’ in linea con i principi di sostenibilità ambientale, a bassa emissione di composti organici (VOC).

E’ facilmente modellabile e lavorabile: può essere termoformato, lavorato come il legno e incorporare vari effetti decorativi. Gli angoli possono essere arrotondati, la superficie può essere incisa o sabbiata per realizzare complesse ed eleganti decorazioni, può essere ‘tatuato’ incorporando immagini tramite sublimazione, essere trattato con macchine a controllo numerico o speciali presse per realizzare pattern di varia configurazione. Può essere assemblato con impercettibili giunture, così da non vincolare i progettisti alle dimensioni: in questo modo, infatti, le ampie superfici di un manufatto in Corian hanno un aspetto monolitico, scultoreo, appaiono come realizzate in un’unica lastra.

E’ Il giugno del 2000 a segnare una svolta fondamentale per Corian:

Diode_marcnewson

Diode_MarcNewson

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The Land of Lu_Ross Lovegrove

Ettore Sottsass, una delle figure più influenti nel campo del design contemporaneo, presenta la mostra “Exercises in Another Material” al Museum of Contemporary Art di Chicago: una sfida alla comune tendenza nel limitare l’utilizzo del materiale unicamente per determinati scopi che spinge in avanti l’esplorazione dei suoi limiti. L’evento di Chicago, presentato poi a Milano ha un effetto immediato portando molti designers a guardare Corian con occhi nuovi. Nel 2001 diventa tendenza emergente con 30 designer che presentano lavori effettuati in Corian. Dopo un anno, al Salone di Milano del 2002, i designers ad utilizzarlo diventano 70.

Per diffondere la conoscenza dell’interazione con la luce e creare opportunità di valorizzazione commerciale, DuPont commissiona a tre importanti designers, Ross Lovegrove, James Irvine e Marc Newson, la creazione d’installazioni che evidenzino tale qualità, da esporre in occasione di un evento speciale "fuori salone" a Milano nel 2003. I tre lavori sono tanto diversi quanto geniali: Lovegrove presenta un pavimento dalla forma organica, composto da strati di Corian sovrapposti in colori diversi; il “Vitamin Bar” circolare di James Irvine, illuminato, cambia colore ed umore in un istante; le lampade “Diode” di Newson invece, sembrano una foresta giocosa di preziosi lecca-lecca. Ron Arad, sviluppando ulteriormente la riflessione e la sperimentazione sulla traslucenza, presenta “Lo-Res-Dolores-Tabula-Rasa”, installazione che, con l’ausilio della tecnologia a fibre ottiche, dona vita a grandi schermi in corian: video, musica ed immagini sembrano sorgere all’interno del materiale.

   

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The Vitamin bar_James Irvine

   

Corian è anche fonte d’immaginazione per possibili ambienti del futuro. Presentata nell’aprile 2006 a Milano, la cucina futuristica di Zaha Hadid denominata Z. Island consente di navigare in Internet, ascoltare musica e persino modificare l’atmosfera dell’ambiente con luci ed aromi, tramite un pannello di controllo tipo touch screen.

Zisland

   

Z-Island_Zaha Hadid

   

Nell’aprile 2007 per celebrare quarant’anni di successo viene organizzato lo speciale evento 40 Years/40 Designers : 40 giovani designers provenienti da tutto il mondo esprimono, ognuno con un diverso approccio, le loro personali interpretazioni di Corian, generando una divertente selezione di accessori da tavolo o da scrivania.

Seekohotel

   

Seeko Hotel_King Kong architects

   

Il 18 ottobre scorso è stato inaugurato l’Hotel Seeko a Bordeauax, la cui facciata, prima nel suo genere, è stata interamente rivestita in lastre di Corian su progetto dello studio di architettura King Kong. Chissà quale sorpresa di Corian ci riserverà il futuro?

   

Resirise_kolatanmacdonald

Resi-Rise_KolatanMacDonald