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e luce sia… Ross Lovegrove a Vienna

Makdesignnite

Il MAK di Vienna ha inaugurato lunedì 8 ottobre un progetto di arredo urbano in collaborazione con Artemide e Sharp Solar. Dalla poetica e dall’inventiva della “tecnologia emozionale” del designer gallese Ross Lovegrove, è nato il ‘SOLAR TREE’, nome di battesimo di un lampione a cellule fotovoltaiche che permetterà di “alimentare la città con luce pulita a costo zero”.

Il prototipo alto 5.5 metri, è stato mostrato al pubblico per la prima volta sul Ringstraße boulevard in occasione del Mak Design Nite durante il Vienna Design Weeks. Il visionario direttore del MAK e promotore dell’iniziativa, Peter Noever, inizierà una negoziazione affinchè il SOLAR TREE nella sua versione definitiva si traformi in un’installazione permanente di fronte al MAK e all’ University of Applied Arts di Vienna.

“Voglio generare forme che crescano e si sviluppino come quelle naturali”, dice Lovegrove. Questa sua concezione condita dall’immancabile ironia, è quello che il designer ha battezzato “Supernatural” che altro non è che la materializzazione di forme generate da dati digitali che confluiscono in progetti dalla natura liquida. Lovegrove, optando per una declinazione sobria dell’organicità formale, seduttiva ma mai gratuitamente esuberante o meramente decorativa, trae grande ispirazione dall’arte pur non replicandone i procedimenti. La cooperazione tra software avanzatissimi, macchinari a controllo numerico e materiali sono infatti parte integrante del suo processo produttivo.

"Tutto ciò che faccio presuppone un uso e deve essere gradevole e seduttivo al tatto". I suoi oggetti acquistano significato nella loro materialità, nell’esplorazione tattile quotidiana dell’utente, secondo un’idea di sensualità quale tramite dell’esperienza estetica.

“Tutto quello che progetto è nel mio DNA, l’ho immaginato, pensato e schizzato prima! Voglio essere assolutamente calato nella contemporaneità ed al tempo stesso proiettato nel futuro, come la musica di David Bowie, innovativa, contemporanea, indimenticabile…. Il mio unico problema è che non vedo i miei limiti…”.

Il suo prezioso consiglio per le nuove generazioni si riassume nel non lavorare mai al di sotto delle proprie potenzialità, utilizzando al massimo le proprie energie così come fanno gli atleti e con l’obbiettivo di essere rilevanti oggi per il futuro.