Aquili - Alberg -

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luglio 2007

25/07/07

ONL strikes in Budapest

Cet

Simile ad una grande balena, questo progetto di Mix Used Develpment dello studio ONL di Rotterdam coinvolgerà Budapest, capitale europea tra le meglio preservate al mondo, nell’Europa delle ‘Landmarks Cities’.

Il Central European Time (CET), questo il nome del progetto, è un IperBody trasparente in vetro ed acciaio lungo oltre 160 m che s’insinuerà all’interno di un edificio esistente, innescando nuove relazioni e scambi, frutto della ricerca della NON Standard Architecture dei visionari Kas Oosterhuis e Ilona Lénárd.

Con il suo dinamismo naturale, il nuovo volume è definito da poche ma efficaci curve longitudinali, pensate come delle vere e proprie linee elastiche in grado, nella fase progettuale, di modificarsi a seconda delle esigenze di programma, pur accordandosi con delle prestabilite proporzioni tra altezza, larghezza e lunghezza all’interno di una struttura esistente, a tutela dell’armonia dei volumi.

Fedeli alla loro poetica architettonica, sinergia tra una progettualità visionaria ed un innovativo metodo di parametric design e mass-customization, lo studio persegue, con l’ausilio di una collaudata esperienza, la realizzazione di geometrie architettoniche complesse.

Kas Oosterhuis e Ilona Lénárd hanno costituito infatti fin dagli esordi uno studio multidisciplinare in cui architetti, visual artists, web-designers e programmatori unisco le loro professionalità in un continuo dialogo tra il virtuale ed il reale.

Lo studio ONL rimarca con questo progetto la fedeltà alla propria poetica, esprimendo la personale filosofia architettonica attraverso l’evolversi di una forma pura che, nella sua lotta contro l’isolamento, rievoca una pluralità di significati, aprendosi verso molteplici relazioni.

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04/07/07

COOP HIMMELB(L)AU, i costruttori del cielo

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Akron Art Museum - Ohio

                

Era il 1988 quando Philip Johnson e Mark Wigley curarono la mostra "Deconstructivist Architecture" al MoMA di New York.

7 furono gli architetti invitati: Peter Eisenman, Frank Gehry, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind, Bernard Tschumi e i COOP HIMMELB(L)AU.

Nati nel sessantotto quando, con il preciso intento di diventare I Rolling Stones dell’Architettura (la pubblicazione di “Get off of my Cloud” ne è una chiara citazione), dedicano il battesimo del loro ufficio, Cooperativa del cielo blu, al loro più alto ideale che da allora non hanno mai smesso di perseguire: progettare edifici versatili, mutevoli ed emozionanti come le nuvole. Negli anni novanta, dopo aver raggiunto in larga parte quest’obiettivo, oltrepassano le nuvole ponendosi al di là del blu (blau) e trasponendo ovviamente questa lieve ma significativa modifica alla rotta di pensiero che si riflette anche nel loro nome, chiudendo la L tra parentesi e trasformandosi in Himmelbau, ovvero Costruttori del cielo. 

A breve l’inaugurazione del loro Akron Art Museum prevista per il 15 luglio in Ohio e la BMW Welt di Monaco, anch’essa prevista per quest’estate ma con data ancora da definirsi. Il 12 dicembre invece verrà inaugurata la loro mostra intitolata “Beyond the blue” al MAK di Vienna (ricordiamo la Free Admission on Saturdays!).

Purtroppo all’oggi ancora poco conosciuti (rare le pubblicazioni, “Get off of my Cloud” la più recente) forse a causa della carenza di lungimiranza, a noi basterebbero i loro progetti più datati a convincerci della loro complessa ed affascinante poetica architettonica ricca di contagiose contaminazioni.

    

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